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Riaffiorano i ricordi : Ing.Carlo Riva e Romano Bellini

Ogni giorno abbiamo la fortuna di essere a contatto con le creazioni più prestigiose che una mente umana abbia mai creato nel mondo della nautica, i Riva d’epoca. Opere che permettono al loro creatore Carlo Riva di non abbandonarci mai. Grazie alle sue creazioni, Carlo Riva “ha eretto un monumento più duraturo del bronzo” (Orazio, Odi III, 30).

Oggi, Romano Bellini, in occasione della fine della stagione di un anno che ha portato con se un triste avvenimento, ci racconta alcuni aneddoti passati con il maestro della nautica, aneddoti che vogliono regalare un sorriso seppur accompagnati da un alone malinconico.

“E’ il 24 febbraio del 2012 e ho l’onore di essere invitato al compleanno dell’Ing. Carlo Riva per i suoi 90 anni. In quell’occasione ho avuto modo di chiacchierare a lungo con lui e di ricevere i complimenti, da sempre i più graditi, per la passione per i suoi Riva d’epoca e per il lavoro di restauro che ogni giorno svolgo per portarle alla prima perfezione.

Preso dall’entusiasmo lo invito a visitare il risultato di questa grande passione, sacrifici e soddisfazione: La nostra collezione di Riva d’epoca.

Non vedevo l’ora di poter passare accanto a lui vicino alle barche nella collezione, non sapevo quando, ma mi rispose positivamente e sapevo non sarebbe venuto meno alla sua promessa.

Con grande sorpresa, il 7 agosto del 2013 ricevo una telefonata in cui Carlo mi dice che in un paio d’ore sarebbe potuto essere presso la nostra collezione.

Ero molto emozionato!

L’Ingegnere arriva e insieme andiamo verso il luogo dove custodivo tutti i nostri Riva d’epoca.

Noto i suoi occhi farsi lucidi, un’emozione per lui vedere tutte le sue creazioni insieme.

Ad ogni modello si sofferma e mi racconta “vita, morte e miracoli” di ogni imbarcazione con aneddoti dettagliati riguardanti la storia della stessa.

Io, affascinato , ascolto i suoi racconti come se stessi sfogliando un’ enciclopedia.

Prima di uscire mi stringe la mano e mi dice: “Non avrei mai immaginato che lei avesse tutta questa passione per le mie barche!”, lo ricordo come se fosse ieri, lo ringrazio felice ed orgoglioso e ci ripromettiamo di vederci almeno un paio di volte l’anno per un pranzo insieme, cosa che facemmo puntualmente.

Ad ogni appuntamento ascolto sempre con piacere ed ammirazione i suoi racconti.

Due giorni dopo mi fa recapitare una sua gigantografia con una dedica che recita: “A chi apprezza e conosce l’anima delle mie barche”.

Custodisco con orgoglio e gelosia quella dedica!

Una domenica di maggio del 2015 , ricevo una telefonata , è l’Ingegnere ! Mi chiede di portarlo a fare un giro con il nostro Aquarama ; nessuna titubanza!

Rispondo : “Certo Ingegnere fra 20 minuti sono al porto di Predore a prenderla”.

Sempre più emozionato vedo l’Ingegnere salire a bordo e mi chiede: “Posso guidare?” .

Io rispondo prontamente : “Come no?! Per me è un onore e un piacere averla a bordo e vederla guidare la nostra barca!”

Navighiamo in lungo ed in largo sul Lago d’Iseo, ogni tanto mi spiega la rotta da tenere e come dosare gli acceleratori in virata.

Abbiamo trascorso un pomeriggio fantastico, lui era felice ed io ancora di più!”.

Questi racconti è meglio non concluderli, finiamo solo di scriverli riprendendo le parole di Henry Ford

“Il genio viene raramente riconosciuto per ciò che è: una grande capacità per il duro lavoro.”

 

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